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Edvard Munch, Pubertà

 
   
Una volta gli adulti, attraverso un'educazione autoritaria, imponevano modelli precisi: per i maschi la professione del padre, per le figlie diventare moglie e madre. Ora invece non ci sono più modelli precostituiti. Nessuno può indicare a un adolescente il ruolo che dovrà svolgere da adulto perché la società cambia troppo in fretta per consentire previsioni a medio e lungo termine.
In questo vuoto di futuro i ragazzi si sentono soli e oscillano tra fantasie meravigliose e sentimenti di vuoto e di noia.
Terminati gli studi, l'inserimento sociale è difficile e spesso precario. L'adolescenza resta così un limbo da cui è difficile uscire.


{L’ETÀ INCERTA}
   

Gli adolescenti, attraverso varie espressioni di disagio,
ci stanno comunicando una cosa vera: la società non gli chiede più nulla.


     
Tra genitori e figli accade un "gioco delle parti" che rischia di confondere le carte. Molte volte i ragazzi, soprattutto le femmine, abusano della disponibilità materna. Chiedono, con aria tragica: "mamma parliamone" e le buttano addosso tutte le loro angosce e insicurezze. Che la madre trasmetterà al padre col risultato di produrre, in famiglia, un costante stato d'allarme. Attenti però! Se nel frattempo squilla il telefono, da affranti che erano i nostri adolescenti si fanno una gran risata con l'amico o l'amica del cuore. La madre, prima coinvolta nel gorgo della loro angoscia, rimane poi sconcertata da un cambiamento d'umore così repentino.

{BIBLIOGRAFIA - Il fantasma del patriarcato}
 

Siamo nell'epoca dell'adolescenza protratta e, per certi versi, interminabile.
Dobbiamo imparare a considerarla una risorsa e a farne buon uso.




Silvia Vegetti Finzi versione "Sapore di sale" con il costume soprannominato "paltò"

 
Bisogna anche saper sdrammatizzare e ironizzare sulle presunte tragedie di un'età che non conosce le mezze misure. Spesso i nostri figli si divertono a spaventarci, per proiettare fuori di sé l'ansia che non sanno gestire al loro interno. Saper tenere testa a rapporti così coinvolgenti non è facile. I ragazzi sono intelligenti, furbi, scafati. Ma dobbiamo sapere che ci mettono alla prova perché si aspettano da noi un messaggio di sicurezza, di fiducia e di speranza. La nostra capacità di accettazione e di accoglienza non deve però essere illimitata. La permissività incondizionata li confonde: hanno bisogno di incontrare limiti ai loro contradditori desideri, di confrontarsi con dei "no", delle regole, delle norme contrattate insieme. Cerchiamo di fare l'adulto e di lasciare a loro la parte dei ragazzi immaturi.

{BIBLIOGRAFIA - Psicoanalisi ed educazione sessuale}