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![]() Edvard Munch, Pubertà |
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| Una volta gli adulti,
attraverso un'educazione autoritaria, imponevano modelli precisi: per i
maschi la professione del padre, per le figlie diventare moglie e madre.
Ora invece non ci sono più modelli precostituiti. Nessuno può
indicare a un adolescente il ruolo che dovrà svolgere da adulto perché
la società cambia troppo in fretta per consentire previsioni a medio
e lungo termine. In questo vuoto di futuro i ragazzi si sentono soli e oscillano tra fantasie meravigliose e sentimenti di vuoto e di noia. Terminati gli studi, l'inserimento sociale è difficile e spesso precario. L'adolescenza resta così un limbo da cui è difficile uscire. {L’ETÀ INCERTA} |
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Gli adolescenti, attraverso varie espressioni di disagio, ci stanno comunicando una cosa vera: la società non gli chiede più nulla. |
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| Tra genitori e figli
accade un "gioco delle parti" che rischia di confondere le carte.
Molte volte i ragazzi, soprattutto le femmine, abusano della disponibilità
materna. Chiedono, con aria tragica: "mamma parliamone" e le buttano
addosso tutte le loro angosce e insicurezze. Che la madre trasmetterà
al padre col risultato di produrre, in famiglia, un costante stato d'allarme.
Attenti però! Se nel frattempo squilla il telefono, da affranti che
erano i nostri adolescenti si fanno una gran risata con l'amico o l'amica
del cuore. La madre, prima coinvolta nel gorgo della loro angoscia, rimane
poi sconcertata da un cambiamento d'umore così repentino. {BIBLIOGRAFIA - Il fantasma del patriarcato} |
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Siamo nell'epoca dell'adolescenza protratta e, per certi versi, interminabile. Dobbiamo imparare a considerarla una risorsa e a farne buon uso. |
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| Bisogna anche saper
sdrammatizzare e ironizzare sulle presunte tragedie di un'età che
non conosce le mezze misure. Spesso i nostri figli si divertono a spaventarci,
per proiettare fuori di sé l'ansia che non sanno gestire al loro
interno. Saper tenere testa a rapporti così coinvolgenti non è
facile. I ragazzi sono intelligenti, furbi, scafati. Ma dobbiamo sapere
che ci mettono alla prova perché si
aspettano da noi un messaggio di sicurezza, di fiducia e di speranza.
La nostra capacità di accettazione e di accoglienza non deve però
essere illimitata. La permissività incondizionata li confonde: hanno
bisogno di incontrare limiti ai loro contradditori desideri, di confrontarsi
con dei "no", delle regole, delle norme contrattate insieme. Cerchiamo
di fare l'adulto e di lasciare a loro la parte dei ragazzi immaturi. {BIBLIOGRAFIA - Psicoanalisi ed educazione sessuale} |
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