SCRITTORInCORSO
 
torna all'HOME PAGE
MAPPA SITO  
 {FORUM} torna all'HOME PAGE

    {BIBLIOGRAFIA}    {BIOGRAFIA}    {NUOVO LIBRO}    {AGENDA}

   
Autore Argomento Data
  lucia de martino laboratori della asl 3 di genova 25/05/2006 23:05:02
  inserisci nuovo messaggio ciao silvia ho letto il tuo libro. mi ha fatto
molto piacere. Anch'io sono separata da tre anni
e ho tre figli di 29 25 e 14 anni.
vorrei conoscere se ci sono laboratori del
genere anche a milano o bergamo. grazie

  silvia vegetti finzi risposta e precisazione 25/05/2006 10:14:22
  inserisci nuovo messaggio cari lettori,
grazie delle lettere che continuate a farmi avere in
questo forum. Vi inviterei però a rivolgervi alla mia su
"Io Donna" del Corriere della Sera per quanto concerne
le vostre domande più generali. Infatti, questo sito è
destinato alla corrispondenza relativa ai libri
Mondadori e in particolare all'ultimo "Quando i genitori
si dividono".
Grazie ancora
Silvia Vegetti Finzi

  silvia vegetti finzi risposta per Max 08/05/2006 15:54:15
  inserisci nuovo messaggio Caro Max,
nella tua lettera c’è tutta la disperazione di
una persona che attraversa la fase più drammatica
della separazione coniugale, la scoperta
improvvisa della grande distanza affettiva che si
è venuta a creare nella coppia.
Forse lo smarrimento di fronte al drastico
cambiamento di tua moglie rivela povertà di
dialogo tra voi e scarsa fiducia di poter essere
ascoltato e capito dall’altro. Questa distanza si
è probabilmente formata lentamente: nella vita
insieme siete stati entrambi molto impegnati dal
lavoro ed inoltre avete condiviso con i suoceri
molto tempo della vita famigliare. Questo forte
impegno di entrambi potrebbe avere limitato le
possibilità di sviluppare nella vostra coppia
autonomia, complicità e confidenza.
Ti consiglio di cercare con calma e fiducia un
dialogo con tua moglie che permetta ad entrambi
di capire di più quanto sta succedendo al vostro
rapporto.
Mi sembra che in questo momento cerchi una colpa,
una possibile mancanza, in te o in tua moglie, e
questo sforzo rischia di trasformare sterilmente
il dialogo in accusa. Una diversa possibilità è
invece quella di cercare un aiuto psicologico,
per esempio nel Consultorio familiare, che vi
guidi a capire meglio quello che l’altro sta
vivendo, ad esprimere i sentimenti negativi che
inevitabilmente sentite, a ragionare sui bisogni
del vostro bambino in questo momento.
Spero che la mia risposta ti aiuti a pensare che
è ancora possibile vivere rapporti sani e
positivi, prima di tutto con i figli ma anche con
il consorte, comunque vadano le cose.


  silvia vegetti finzi risposta per Lisa 08/05/2006 15:52:50
  inserisci nuovo messaggio Cara Lisa,
poni con grande sensibilità l’accento sulla
solitudine che un bambino può avvertire per la
distanza affettiva dai suoi genitori quando sono
assorbiti da un rapporto, sia d’amore sia
conflittuale, che profondamente li coinvolge.
Spesso, nella prima fase della separazione
famigliare, mamma e papà sono talmente occupati
da quanto stanno vivendo, da non avere più verso
i bisogni affettivi dei piccoli quell’attenzione
che fino a poco tempo prima sembrava
inattaccabile. I figli si trovano così meno
protetti dalla conflittualità e poco rassicurati
rispetto alle emozioni che i cambiamenti
famigliari suscitano in loro. Nella maggior parte
dei casi questa fase è temporanea perché l’azione
riparatrice del tempo e la costruzione di nuovi
spazi affettivi, separati ma caldi e accoglienti,
rimediano alla distruttività delle fasi più acute
del conflitto.
Per te, Lisa, è stato sofferto il desiderio di
partecipare al legame intenso dei tuoi genitori,
forse nel tempo non ti sei sentita pienamente
riconosciuta da loro, tuttavia hai potuto
nutrirti di legami famigliari intensi e duraturi.


  Daniela Severi Quella certa aria misogina.... 08/05/2006 10:38:56
  inserisci nuovo messaggio Cara Silvia, per me sei oramai un'amica sia
grazie alla tua rubrica sul corriere, sia
attraverso i tuoi libri e articoli.
Ho 52 anni e nonostante non mi faccia certo
piacere l'idea di invecchiare,mi sento femminile
e curiosa e ricettiva come non mai. Il fatto è
che voglio bene a questo corpo che incomincia a
segnarsi e cerco di "puntellarlo" con un'anima
che negli anni si è andata affinando e
arricchendo.
C'è però una cosa che non riesco a tollerare,
che mi dà un profondo disagio perchè offensiva e
ingiusta: l'atteggiamento che hanno gli uomini
verso le donne mature, non parlo del fatto che
non siamo più considerate oggetto di desiderio,
argomento trio e ritrito e sul quale il mio
personale commento da vecchia femminista
sessantottina è: non sapete cosa vi perdete,
amen. No io parlo proprio del modo di
approcciarsi, di trattare nella vita di tutti i
giorni. Veniamo trattate dai coetanei e oltre
con sufficienza, a volte sgarbatamente, come se
gli uomini una volta perso l'interesse sessuale
diventassero con le donne tutti un po' misogini.
Sarà paranoia ma sembra quasi che la nostra
vista li intristisca. Il fatto poi di notare
questi comportamenti anche nei vari talk show a
danno di professioniste, avvocatesse o
dottoresse o presentatrici tutte unite dal fatto
di avere "un'età" mi fà ancora più rabbia. Ma
come è possibile che si tollerino certi
atteggiamenti. Mi viene in mente una
trasmissione pomeridiana dove uno psicologo
trattò con insofferenza le ospiti tutte
ultrasessantenni e tutte di riguardo che
parlavano della loro età vissuta come una
seconda adolescenza, usò ricordo la parola
senescenza e derivati come un'arma o meglio un
idrante per spegnere questi entusiasmi che
evidentemente riteneva patetici, fu veramente
sgradevole. Ovviamente in un'altra trasmissione
attorniato stavolta da varie "prezzemoline"
senza nè arte nè parte ma con le misure ed età
giuste lo stesso tipo era tutto sorrisi e parole
incoraggianti e mielate.
Ora io dico senza volerne fare una crociata
ovviamente, ma non sarà ora che ognuna di noi
nel suo piccolo e anche per dare l'esempio alle
più giovani incominci a non avere più tolleranza
verso certe fisime?
Con tanta simpatia e stima
Daniela

p.s. Sei sicura che l'indirizzo email che dai
sul Corriere sia giusto? Questo intervento te lo
avevo spedito per la tua rubrica ma mi è tornato
indietro.




  Matteo Suicidio tra gli adolescenti 07/05/2006 19:05:00
  inserisci nuovo messaggio Gent.ma Prof.ssa Vegetti Finzi, ho letto il suo
articolo sul corriere milano del 6/5 relativo al
suicidio tra gli adolescenti e mi sono
identificato in ogni cosa che lei ha scritto. Ho
21 anni e nonostante il periodo peggiore l'abbia
passato durante il liceo ancora oggi non mi
sento bene con me stesso e in molti momenti mi
sento solo. Ho pensato al suicidio ma non ne ho
il coraggio e quindi ho sperato che la morte
potesse arrivare da sola per un incidente
stradale o qualcosa di simile (e lo spero
tutt'ora). Non ne ho mai parlato con nessuno e
quando ho letto il suo articolo mi è venuto
istintivo scriverle, probabilmente perchè ho
bisogno di affrontare il problema con qualcuno
che non mi conosce. Ho sempre tenuto i miei
dolori e le mie debolezze dentro ma non voglio
continuare così, voglio che qualcuno provi a
capirmi e mi aiuti ad affrontare come si deve la
vita con i suoi problemi. Ora come ora non so
cosa farmene di vivere e ho bisogno che qualcuno
mi aiuti a ricredermi nell'opposto. Leggendo il
suo articolo è come se lei fosse riuscita ad
entrare nei miei pensieri e nelle mie debolezze,
per la prima volta mi è sembrato che qualcuno
potesse conoscere gli aspetti più "terribili"
della mia personalità. Spero in una sua risposta
e nel caso in un eventuale incontro. Le faccio i
miei più sentiti complimenti e le porgo i miei
più cordiali saluti.

  claudia gelosia 04/05/2006 09:23:46
  inserisci nuovo messaggio salve gentile dr.ssa, desideravo chiederle
consigli su come gestire la gelosia della mia
bimba maggiore (2 anni e 4 mesi) nei confronti
della sorellina (1 mese). Io e mio marito stiamo
cercando in tutti i modi di non farle "pesare"
il fatto che c'è una "intrusa": quando la
maggiore torna dall'asilo nido, ci dedichiamo
quasi esclusivamente a lei, io cerco di fare dei
giochi noi due da sole, oppure esco da sola con
lei per una passeggiata o per la spesa, le
facciamo vedere le foto di quando era piccolina
(quando per es. ciucciava al mio seno), cerco un
pò di coinvolgerla nella cura della sorellina (
es. mi passi il pannolino e mi aiuti a
cambiarla?)... etc. ...la bimba in questione si
mostra a tratti molto affettuosa con la
sorellina, a volte invece è insofferente, non
vuole che io la allatti o la tenga in braccio,
le molla "carezzine" un pò più pesanti....e
comincia a fare capriccetti che non faceva prima
(non vuole stare seduta a tavola a cena,
pretende di mangiare quello che dice lei e in
modo disordinato, non vuole andare a nanna ). So
che tutto ciò è normale e che prima o poi
passerà, ma io e mio marito ci troviamo
impreparati a gestire le sue scenate di
gelosia. >Cosa è meglio fare? lasciarla piangere
e non cedere davanti ai suoi capricci o
assecondarla? noi tendiamo a non cambiare il
nostro modo di imporci (si cena tutti seduti, si
va a letto alle 9 e 30 e così via) ma ci sembre
che prenderla di petto sia controproducente e a
volte la assecondiamo, ma poi ci rendiamo conto
che forse è sbagliato.....insomma, come pùò
leggere siamo un pò confusi.....confidiamo in
una Sua risposta per avere dei consigli
grazie anticipatamente,
Claudia

  teresa cervera quando i genitori si dividono 16/04/2006 17:35:50
  inserisci nuovo messaggio volevo sapere se é sempre aperto questo foro,
stó leggendo il suo libro "quando i genitori si
dividono".Sono una ragazza spagnola di 40 anni,
separata dopo 11 anni di matrimonio con un
Italiano......e con una bambina di 11 anni....

  roberta fonsato teatro al femminile 10/04/2006 23:55:48
  inserisci nuovo messaggio Gent.le Prof.ssa Vegetti Finzi,
ho assitito al suo intervento a Porto S.Giorgio
il 31 marzo scorso. Ho apprezzato molto le sue
parole....io mi occupo di teatro, come le ho
detto alla fine dell'intervento.
Conduco dei workshop teatrali e ho svolto dei
lavori nello specifico anche al tema "femminile",
mi farebbe piacere poterne parlare con lei in
modo più dettagliato; qualora fosse interessata a
contattarmi, sarò lieta di esporle il mio lavoro,
che per ovvie ragione non inserisco in bacheca.
la ringrazio dell'attenzione, a presto Roberta

  Sara Gennari - Vigevano - Corso Torino, 38 il mio bambino non si scarica 16/03/2006 12:48:27
  inserisci nuovo messaggio Sono la mamma di un bambino di tre anni e mezzo.
Da circa un anno abbiamo tolto il pannolino e da
quel momento si rifiuta di fare la cacca, tende a
trattenerla, dice che ha paura e che non vuole
farla.
All'inizio io e mio marito cercavamo di
assecondarlo senza dare troppo peso alla cosa per
non creare nel bambino inutili paure.
Il problema però, è che ha imparato a trattenerla
anche se gli scappa, lasciando passare svariati
giorni tra una scarica e l'altra.
D'accordo con il pediatra siamo ricorsi a
fermenti lattici, yogurt, succhi di frutta alla
prugna ed ogni tanto nel latte gli metto il
manitolo.
In questo modo riusciamo a far mantenere a
Damiano una certa regolarità.
Il problema però resta ed ogni volta che deve
scaricarsi piange e fà scenate.
Ho letto in un suo libro un capitolo dedicato a
questo argomento e quindi le chiedo un consiglio
su come comportarmi, perché in tutta onestà un
paio di volte mi è capitato di perdere la
pazienza. Non vorrei che questa situazione
diventi ingestibile e finisce per essere più
grande di quello che è.
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che
vorrà riservarmi e resto in attesa di una sua
risposta.
Sara

  Vesna Balzani Accogliere, ascoltare e rispondere alle famiglie nei servizi 06/03/2006 12:04:56
  inserisci nuovo messaggio Gent.ma Prof.ssa, le invio questo messaggio per
richiederle dove posso inviarle una proposta di
convegno al quale ci farebbe piacere che lei
partecipasse. Sono la Responsabile Pedagogica
di "Acquarello" una Cooperativa che da oltre 15
anni gestisce servizi di Nido d'Infanzia nelle
province di Forlì-Cesena e Rimini.
IlConvegno che dovrebbe svolgersi tra Nov. e Dic.
2006 parte dalla fatica che sempre più gli
educatori di Nido e di Scuola dell'infanzia fanno
nel loro difficile ruolo di accogliere ascoltare
e rispondere a famiglie sempre più "bisognose".
Famglie nuove, bisogni nuovi, bambini cambiuati.?
Vorremmo affrontare il tema da diversi punti di
vista. Nel materiale che desidero inviare la
proposta sarà spiegata meglio. A questo proposito
avremmo piacere di avere tra i relatori anche
Francesco Berto e Paola Scalari autori
dell'interessante pubblicazione per la quale lei
ha scritto l'introduzione. Le chiedo gentilmente
se lei possiede un recapito dove poterli
contattare.

Grazie Vesna Balzani

  Anna Granata richiesta inconsueta 17/02/2006 23:20:19
  inserisci nuovo messaggio Gent.ma prof.ssa Vegetti Finzi,
scrivo per una richiesta inconsueta.
Mi sono da poco laureata in Psicologia
all'università cattolica di Milano ed i suoi
libri hanno accompagnato tutto il mio percorso di
studi.
Nei prossimi mesi dovrò fare un tirocinio di sei
mesi, al fianco di uno psicologo che possa
insegnarmi qualcosa del mestiere.
Amo molto scrivere e cerco qualcuno che tenga
insieme queste due passioni: la psicologia e la
scrittura. Da qui la mia proposta: sarebbe
disponibile a "portarmi con sè" (da aprile a
ottobre) per seguirla nel suo lavoro e imparare
come è possibile lavorare con passione e
competenza?
Sono disponibile a mandarle il mio curriculum via
mail ed eventualmente a incontrarla.
Grazie per l'attenzione e un saluto cordiale
Anna Granata

  simeone ricci Riflessioni 01/02/2006 11:23:54
  inserisci nuovo messaggio Carissima Sig.Vegetti Finzi,

Ho preso parte ieri alla presentazione del suo
nuovo libro presso la libreria Mel di Roma.
Ero il fotografo e padre paziente per
la "chiamata" di mia figlia quando lei vorrà e
ne sentirà la necessità.
La mia separazione è stato un fatto traumatico e
con il passare del tempo,3 anni, ho capito
profondamente quanto lo sia stato ancora di piu'
per i miei due figli
Sofia e Daniele.
Leggerò con enorme interesse il suo libro per
avere conferme e aprirmi a nuove esperienze e
riflessioni(come qualcuno diceva ieri) su quello
che accade ai nostri figli durante la
separazione.
la ringrazio anticipatamente per il libro ,le
sue parole e impegno di donna.
Però devo farle anche un piccolo appunto.
Da qualche mese mi sono avvicinato
all'associazione figli negati,il cui presidente
Giorgio Ceccarelli era presente nella
discussione ieri.
Il Dott. Ceccarelli,a volte goffo e spartano nei
suoi atteggiamenti , nasconde però una sincerità
o meglio onestà di intenti come padre,di voler
cambiare i luoghi comuni di questo maledetto e
bellissimo paese.
Quando mi sono avvicinato a loro nessuno mi
ha "chiesto il mio nome" o tantomeno mi ha
chiesto qualcosa.
Ho sempre stimato"il popolo" perchè nella sua
ignoranza molte volte nasconde grandi verità.
E' intuitivo e lucido come un bambino/a.
Questo è si ancora un paese maschilista,dove il
ruolo della donna è ancora messo in secondo
piano rispetto a quello dell'uomo,ma chi la
pensa in questo modo è una minoranza.

E questo vale ancora di piu'per tutti i padri
che adesso vogliono fare i padri a tempo pieno.
Non sostituendosi alla madre,e mai sia cosi, ad
ognuno i propri ruoli,ma che vogliono avere un
rapporto pieno con i propi figli.
Chi le parla è un uomo ormai adulto che ha
sofferto e soffre ancora della mancanza assoluta
di un vero rapporto con mio padre.
E la stessa cosa è successa per la mia ex moglie.
Per cui abbiamo entrambi pagato la nostra parte
di "abbandono".
Questo non succederà hai miei figli.
Nelle runioni di scuola o consegne delle pagelle
dei miei figli ho sempre visto tantissimi padri.
I pannolini li cambiano in tanti.
..........

Il movimento deve esistere per fare in modo che
chi non li cambia lo faccia al piu' presto
Da questo punto di vista la Sig.Maraini,che
stimo,è anche lei cascata sui soliti luoghi
comuni.
La situazione è cambiata da tempo, da molto
tempo,ma nessuno ne parla.
Allora è giusto che esistano organizzazioni
che ,anche se a volte in modo fazioso,facciano
sapere che tutto questo è cambiato.

Adesso non mi rimane che leggere il suo libro e
pensare che io per i miei figli ci sarò.
Ci sarò sempre.

grazie,
simeone ricci

  simeone ricci Riflessioni 01/02/2006 11:23:52
  inserisci nuovo messaggio Carissima Sig.Vegetti Finzi,

Ho preso parte ieri alla presentazione del suo
nuovo libro presso la libreria Mel di Roma.
Ero il fotografo e padre paziente per
la "chiamata" di mia figlia quando lei vorrà e
ne sentirà la necessità.
La mia separazione è stato un fatto traumatico e
con il passare del tempo,3 anni, ho capito
profondamente quanto lo sia stato ancora di piu'
per i miei due figli
Sofia e Daniele.
Leggerò con enorme interesse il suo libro per
avere conferme e aprirmi a nuove esperienze e
riflessioni(come qualcuno diceva ieri) su quello
che accade ai nostri figli durante la
separazione.
la ringrazio anticipatamente per il libro ,le
sue parole e impegno di donna.
Però devo farle anche un piccolo appunto.
Da qualche mese mi sono avvicinato
all'associazione figli negati,il cui presidente
Giorgio Ceccarelli era presente nella
discussione ieri.
Il Dott. Ceccarelli,a volte goffo e spartano nei
suoi atteggiamenti , nasconde però una sincerità
o meglio onestà di intenti come padre,di voler
cambiare i luoghi comuni di questo maledetto e
bellissimo paese.
Quando mi sono avvicinato a loro nessuno mi
ha "chiesto il mio nome" o tantomeno mi ha
chiesto qualcosa.
Ho sempre stimato"il popolo" perchè nella sua
ignoranza molte volte nasconde grandi verità.
E' intuitivo e lucido come un bambino/a.
Questo è si ancora un paese maschilista,dove il
ruolo della donna è ancora messo in secondo
piano rispetto a quello dell'uomo,ma chi la
pensa in questo modo è una minoranza.

E questo vale ancora di piu'per tutti i padri
che adesso vogliono fare i padri a tempo pieno.
Non sostituendosi alla madre,e mai sia cosi, ad
ognuno i propri ruoli,ma che vogliono avere un
rapporto pieno con i propi figli.
Chi le parla è un uomo ormai adulto che ha
sofferto e soffre ancora della mancanza assoluta
di un vero rapporto con mio padre.
E la stessa cosa è successa per la mia ex moglie.
Per cui abbiamo entrambi pagato la nostra parte
di "abbandono".
Questo non succederà hai miei figli.
Nelle runioni di scuola o consegne delle pagelle
dei miei figli ho sempre visto tantissimi padri.
I pannolini li cambiano in tanti.
..........

Il movimento deve esistere per fare in modo che
chi non li cambia lo faccia al piu' presto
Da questo punto di vista la Sig.Maraini,che
stimo,è anche lei cascata sui soliti luoghi
comuni.
La situazione è cambiata da tempo, da molto
tempo,ma nessuno ne parla.
Allora è giusto che esistano organizzazioni
che ,anche se a volte in modo fazioso,facciano
sapere che tutto questo è cambiato.

Adesso non mi rimane che leggere il suo libro e
pensare che io per i miei figli ci sarò.
Ci sarò sempre.

grazie,
simeone ricci

   Abril rinnegare la felicità per paura di soffrire di nuovo 30/01/2006 23:57:39
  inserisci nuovo messaggio Cara Silvia,
spero si ricordi di me,le scrissi a
suo tempo a riguardo del libro "Quando i
genitori si dividono"...
Comunque ora le scrivo per un'altra questione...
vengo subbito al dunque ,senza preamboli di
sorta.
Da poco(questioni di giorni sono stata lasciata)
lui ,un uomo di 37 anni, insicuro perchè
lasciato dalla moglie da circa un anno...con un
figlio adorabile ...decide che per il mio bene
non è il caso di continuare la nostra
relazione...perchè non sà bene cosa vuole ...e
si rende conto che meriterei di meglio...di
qualcuno che mi dia quello he meriterei ...sò
per certo che mi ama...ma per ora preferisce
stare da solo...;
ora io so che quel che mi dava era magari
poco...ma mi bastava... anche solo stargli
accanto per essee serene...certo mettendo in
discssione alcuni punti ma solo per partire con
una situazione chiara in modo da non portare
avanti delle incomprensioni che in futuro mi
avrebbero fatta sentire insicura...
Sono figlia di genitori separati e "l'abbandono
da parte sua mi ha spiazzata...sò come
affrontarla perchè già ci sono passata...ma
sentire che lui non è convinto della sua
scelta...mi fa sentire inpotente di fronte ad un
amore incondizzonato qual'è il mio.
Dopo una batosta del genere il mio futuro o vedo
sempre incerto...come mi accadeva quando subivo
la separazione dei miei...ero inpotente potevo
solo subire la loro scelta...
Sono stanca di combattere per un amore
incondizzionato che non arriva ...perchè ho
tanto amore nel cuore da offrire e non voglio
sprecarlo su uomini insicuri e ,permettimi,senza
palle...il dolore stà diventando
sopportabile...ma il miocuore s'indurisce come
il ghiaccio
Sono sempre stata una persona diffidene ed
appena mi apro...mi ritrovo costretta a
richiudermi come un riccio.
Il tempo ,sò che sarà l'unica medicina per
riaquistare fiducia nel
prossimo...ragazzo,uomo,padre,che mi si parerà
davanti,e sarà possibile che io ricada...ma
spero non negli stessi errori...ma ancora non
riesco a capire dove ho sbagliato...
mi riuscirebbe meglio scriverle di queste cose
a mano ,con una lettera di mio pugno...ma non ho
trovato un suo recapito postale,le lascio il
mio...se avrà il tempo di scrivere qualcosa su
di lei che ancora conosco poco...come
persona,non come autrice di libri...che
comunque stimo. un caloroso abbraccio.
Abril

via pellegai n23
32026 mel belluno
tel.0437 753043



  Silvia Vegetti Finzi risposta all'invito a un convegno 06/10/2003 15:22:20
  inserisci nuovo messaggio Cara Collega, sarei interessatissima al vostro
Convegno ma, proprio in quei
giorni, sarò alle prese con il complesso trasloco
della mia casa.
Vi sarei grata se voleste inviarmi eventuali atti
o i dati della vostra
ricerca per un possibile articolo sul Corriere.
Grazie e cari auguri.SILVIA
P.S. Indirizzo: Silvia Vegetti Finzi, via Piolti
de Bianchi, 48 - 20129
MILANO
cell. 3355472772

  paola marmocchi richiesta partecipazione a convegno 09/09/2003 15:59:41
  inserisci nuovo messaggio Gent.Prof, sono una psicologa della Azienda USL
di Bologna responsabile del servizio spazio
giovani.In collaborazione con l'Università di
Bologna abbiamo realizzato una ricerca-intervento
sulla relazione genitori-figli adolescenti. Il 12
dicembre 2003 ci sarà un convegno in cui oltre a
presentare la ricerca vorremmo promuovere un
momento di confronto fra varie disciplina e
diverse esperienze italiane e inglese. Avremmo
piacere che lei aprisse il convegno con una
relazione sull'essere genitori oggi di
adolescenti. Le chiedo una risposta nel più breve
tempo possibile e, nel caso di una sua
disponibilità, un recapito telefonico. Il mio è
0516173511 o 3334020168. In attesa di risposta
porgo cordiali saluti Paola Marmocchi

  nuccio salis famiglia 21/07/2003 16:01:56
  inserisci nuovo messaggio Gentile dott.ssa Vegetti Finzi, leggo con molto
interesse i suoi libri e le sue ricerche e le
scrivo per sottoporle un problema situazionale
sperando in una sua conseulenza, la prego di
rispondermi poichè è urgente. ometterò e
inventerò i nomi per rqagioni di risevatezza ma
la situazione è assolutamente reale. intanto io
ho 30 anni appena compiuti. la situazione è la
seguente:
esiste Giosuè, di anni 2,7mesi.
esiste la mamma Romina, anni 23; essa è piena di
fobie: paura del buio, della solitudine, della
morte, dei tuoni, ha frequenti pensieri di
morte, atachi di opanico e somatizza ogni
malessere, è fortemetne superstiziosa. con le
sue amiche parla solo di malattie, di morti, di
incidenti, di funerali, è convinta che morirà
prima dei 60 anni, lo asserisce continuamente. a
tavola durante i pasti esibisce scatoline e
scatolette di medicine di ogni sorta elencando i
suoi malesseri, è continuamente lagnosa e
nervosa. il suo dottore è stufa di vederla e le
ha detto che lei non ha niente di fisico ma è
tutto inventato dalla sua mente ansiogena, e le
ha vivamente raccomandato di non influenzare il
suo bambino Giosuè. e questo è il punto. essa è
anche succube di un marito (che sarebbe mio
fratello) possessivo che le manca di rispetto e
di attenzioni, la offende, non la ascolta,
attacca la sua famiglia davanti a tutti e la
umilia in pubblico. litigano sempre, entrambi
lavorano quasi tutto il giorno e Giosuè riceve
le cure e l'affetto di mio padre Matteo (cioè
nonno di Giosuè). è chiaro che il bambino vuole
stare sempre con mio padre e guai a portarlo via
da lui, piange e si dimena come un ossesso, ha
un attaccamento sicuro con mio padre ed evitante
con i soi genitori Romina e mio fratello
Vincenzo. le scrivo principalmente perchè sono
turbato dopo aver osservato gravissimi
errori "educativi" e sono preoccupato fortemente
eper la salute psichica di Giosuè. A 2 anni o
poco prima ha cominciato ovviamente a
manifestare le naturali crisi di opposizione e
le sue parole preferite erano NO e TULLO (che
sta per vaffanculo). loro lo punivano isolandolo
su una poltrona e dandogli anche schiaffetti
sulla bocca, negandogli ascolto e attenzione
quindi alimentando un circolo vizioso, e questo
dopo essere stati loro ad insegnargli
involontariametne certe parole, visto il
contesto spesso di aggressività verbale. a
volte, quando la madre è a pranzo da noi, lui si
rifiuta di mangiare e vuole stare solo
appiccicato a mio padre. è quì che succedono
cose poco simpatiche: la madre Romina lo
minaccia che sse non mangerà lo picchierà oppure
gli dice che non lo vorrà più bene, lui
rispopnde con espressioni di angoscia ed i suoi
NO!, poi finisce che piange. lei lo sgrida in
malomodo. ho provato discretamente a spiegare un
pò a tutti che il ricatto affettivo non si usa
mai, è pericoloso per la salute del bambino e
può alterare i suoi delicati ritmi biologici o
causare traumi emotivi che mettono in relazione
le sue sicurezzo affettive con il cibo, è ciò è
pericolosissimo. Io però non ho nessuna
credibilità ai loro occhi, nonostante sappiano
che studio psicologia infantile da 7 anni e che
faccio volontariato coi minori. Romina e Matteo
(il nonno di Giosuè) continuano col loro metodo
anche per quanto riguarda il controllo
sfinterico.
Giosuè sembra avere comunque delle resistenze
costituzionali piuttosto forti. è un bambino
vivace, gioioso, giocoso, parla, pronuncia feasi
ccomposte, chiede, domanda, è curioso, fa il
gioco simbolico, sa stare sia da solo che in
compagnia, gioca col cane, ha un vocabolario
molte esteso, a 16 mesi già afferrava un bastone
per tirare a sè oggetti finiti sotto il divano,
distingue e nomina tutti i vari tipi di bevande,
mi chiede "la bira".
Gent.le dott.ssa, io le chiedo cortesemente di
spedrimi dure righe che desidero far leggere a
loro, chissà che ascoltino una penna autorevole.
qualcosa che parli del bambino dai 2 ai 3 anni,
le sue esigenze ed i suoi sviluppi, ed
eventualmente il ruolo che può avere il nonno,
tenendo conto della situazione che io le ho
illsuatrto. grazie per l'attenzione. Buona
estate.

  bambina viziata(quello che mi considera..) ossessione 30/06/2003 15:52:41
  inserisci nuovo messaggio gentile prof. le scrivo nel poco tempo libero che
ho a disposizione. già la cosa è voluta da me
perchè tenendomi impegnata la mente non si
concentra su colui che per me è da un anno e
mazzo un' ossessione che mi stò logorando
l'anima . sono invischiata in un rapporto
tormentato e perverso del quale non riesco a fare
a meno. inizialmente credevo che questa persona
apprezzasse la mia mente , la mia intelligenza ,
la mia sagacia , ma ora sono convinta che ciò che
interessa a lui siano solo le mie curve .. io non
capisco perchè quando parla di me ad altre
persone mi giudica una ragazza ammirevole per i
suoi percorsi scolastici e profesionali e quando
ci sentiamo via sms ha solo parole volgaroi
riferite alla sfera sessuale. qual' è la vera
personalità di questo diabolico individuo che
senza volerlo ha catturato il mio cuore, che mi
fa preovare sensazioni mai provate... vorrei
lasciarmi andare a un rapporto fisico ma non
credo sia la cosa giusta... cosa mi rimarrebbe ..
certo che anche continuando a vivere in questo
modo.. . lui mi vuole , ma fisicamente e talvolta
penso che non veda altro in me , altre volte mi
fa tenerezza emi chiedi se donandomi fisicamente
a lui non riesca a coinvolgerlo anche
mentalmente.. non capisc0!!!!!!!!!!!!! sto forse
diventando nevritica????????? le occasioni non mi
mancano .. sono carina di famiglia abbiente , ma
cosa ricerco in lui??? forse perchè mi sento
rifiutata e non sono abituata ..io ottengo sempre
quello che voglio anche a costo dgrossi
sacrifici , ma con stefano ogni mia certezza
vacilla. sento che finirò con l' impazzire... mi
aiuti professoressa ...me la pendo con l'
università di pavia.. se non l' avessi
frequentata non l' avrei mai incontrato... ma
sarebbe stato meglio o mi illudo??????????

  Consultorio Familiare Tolmezzo Convegno 23/06/2003 09:39:52
  inserisci nuovo messaggio Gentilissima Dottoressa Vegetti Finzi,
lavoro come psicologa al Consultorio Familiare di
Tolmezzo (Udine) e sono responsabile
del “Progetto Genitorialità”, nato nell’ambito
della Legge 285/97, progetto che mira a
perseguire lo sviluppo di competenze educative
negli adulti, che operano quotidianamente con
bambini e ragazzi.
Tale obiettivo ha trovato conferma in veri e
propri laboratori ad hoc, sparsi sul nostro
territorio, nei quali è venuto a costituirsi,
grazie anche alla conduzione di uno psicologo-
formatore, uno spazio di ascolto/confronto tra
insegnanti, genitori, nonni.Gli aspetti trattati
hanno messo in luce molto spesso i vissuti dei
genitori, le relazioni di questi ultimi con i
propri figli, il loro ruolo nella comunità di
appertenenza.Gli incontri promossi nei diversi
laboratori pertanto hanno rappresentato, per
coloro che vi hanno partecipato, uno spazio
accogliente nel quale mettersi in gioco,
raccontarsi, condividere pensieri, problematiche
ed esperienze.
Il 6 Dicembre c.a. ci sarà un convegno dal
titolo “I sogni, i progetti, la comunità”,
rientrante sempre nell’ambito del progetto.
Saremmo lieti, in considerazione dei suoi saggi e
della sua esperienza sul campo, se Lei potesse
intervenire quel giorno, in qualità di relatrice.
In attesa di una sua risposta mi tengo
disponibile ad ogni eventuale richiesta di
chiarimento e colgo l’occasione per porgerLe
distinti saluti

Dott.ssa Bruna Silverio
c/o Consultorio Familiare di Tolmezzo
Udine
e-mail: cons-tol@ass3.sanita.fvg.it


  elisabetta mancinelli paure nei preadolescenti 10/06/2003 10:28:49
  inserisci nuovo messaggio Gentile Professoressa,
Sono un'insegnante di lettere di scuola media
inferiore e ,siccome seguo da diversi anni le sue
pubblicazioni, che mi sono peraltro di
validissimo aiuto nell'esercizio della mia
professione, volevo proporre alla sua attenzione
una "raccolta" di paure preadolescenziali
raccolte negli ultimi dieci anni di insegnamento,
da cui si evincono le problematiche dei ragazzi
di questa età soprattutto la vulnerabilità e la
fragilità .
Non credo che in questo riquadro ci sia spazio
per tutte le testimonianze, le cito perciò
quella di Melania una ragazza di 14 anni appena
compiuti. "I miei genitori si sono da poco
separati ed io sono figlia unica, mi ritrovo
spesso sola in casa ,perchè la mia mamma lavora e
vengo presa da paure di diverso genere ma
soprattutto dalla paura di crescere, di diventare
grande e di incontrare dei "pericoli" e tra
questi "la droga" tanto che preferirei "saltare
alcuni anni della mia vita: quelli che vanno dai
14 ai 18 anni", perchè è un'età molto difficile e
alcuni ragazzi che conosco si sono rovinati".
Se è interessata a questo materiale per i suoi
studi e le sue pubblicazioni può inviarmi
un'email all'indirizzo : l0347@hotmail.com

  tiziana una maternità inaspettata 10/05/2003 17:42:46
  inserisci nuovo messaggio Gentile dottoressa,
di nuovo a scriverLe (ultimo messaggio del 26/03
dal titolo "Giano bifronte")perché la mia storia
si é complicata non di poco, spero stavolta di
poter ricevere qualche suo utile consiglio.
Ho scoperto di essere rimasta incinta, di
quell'uomo sposato con cui ho avuto tutti quei
problemi. Mai notizia mi sta sconvolgendo come
questa. Sono stata settimane a tormentarmi se
tenere o meno questo bambino. Ho fatto delle
cose folli, da scellerata: sono andata a cavallo
tutte le mattine, in barca a vela, ho fatto dei
lunghi percorsi in macchina, per provocarmi un
aborto...o meglio per soffrire, perché mi sento
molto incolpa. Si, incolpa verso questo bambino
non voluto né desiderato, incolpa perché io sono
ancora molto immatura e non mi sento una donna
capace di crescere un figlio, incolpa con il
padre del bambino perché l'ho deluso molto ed
ora mi odia (chiaramente il nostro rapporto é
finito). Lui mi invita ad abortire perché non
vuole questo bambino, non lo sente suo in quanto
non lo ha voluto né desiderato, mi ha detto che
non lo amerà mai....io, da quando ho visto la
prima ecografia, ho provato una strana
sensazione, quasi di naturale protezione
riguardo questo bambino. Ho deciso di tenerlo,
ma é difficile per tanti motivi. Mi tormento
tutte le ntti pensando che questo bambino
porterà il mio cognome e di questo devo dire mi
vergogno molto (lui chiaramente non lo vuole
riconoscere perché se no intaccherebbe la sua
reputazione e il suo matrimonio), ma sopratutto
mi domando cosa potrò mai dire a questo bambino
riguardo alla mancanza del padre, al fatto ce
porterà il mio cognome??? ho paura che comunque
lo traumatizzerò, ma cosa devo fare? in questo
giorni piango praticamente sempre, non riesco a
essere serena, anche il mio ginecologo mi dice
che non ha mai visto una donna gravida più
infelice di me...questo perché mi sento
stravolta, sola (vorrei poter avere accanto lui,
Massimo, poter gioire con lui di questa
gravidanza..), vulnerabile, e con tanta tanta
paura di tutto ciò che accadrà. Non sò cosa
significhi essere gravide, mi sento un pesce
fuor d'acqua, mi sento incapace, inadatta, e
tanto infelice.
La prego, mi aiuti
grazie

tiziana

  anna ... 02/05/2003 18:14:25
  inserisci nuovo messaggio Cara dottoressa,
le scrivo perchè non trovo altro interlocutore
che possa aiutarmi nel risolvere i miei problemi.
Ho 16 anni e quindi le mie amiche non hanno
ancora avuto esperienze sessuali e con mia
madre,che è ginecologa,non potrei parlare così
liberamente.
Sto da 9 mesi con un ragazzo...il classico primo
amore.Siamo complementari in tutto e stiamo
benissimo insieme,ma non riusciamo ad avere
rapporti sessuali perchè io non provo nessun
piacere.Il perpetuarsi di questa situazione ha
reso sterile ogni tentativo e ora lui è
demotivato perchè pensa che sia inutile un
rapporto sessuale univoco.Se inizialmente questo
non era importante nel nostro stare insieme,ora
lui comincia a sentire il peso
dell'astinenza,mentre io in realtà lo sento
meno,in quanto la sola intimità,senza il rapporto
vero e proprio, mi soddisfa.Io non voglio perdere
il mio amore a causa di una mia mancanza...è
troppo bello per finire per questo.La prego di
rispondermi perchè non so davvero come agire.


  SILVIA VEGEZZI FINZI Enuresi 29/04/2003 17:43:56
  inserisci nuovo messaggio a chi rivolgermi per il problema enuresi?

  Rossella Figlio e nipote - se possibile preferirei una risposta priva 29/04/2003 11:14:13
  inserisci nuovo messaggio Carissima dott.ssa, la seguo tramite i vari
giornali su cui scrive ed oggi ho fortunatamente
trovato questo sito che mi permetterà di
comunicare con lei. Sono una mamma di 31 anni di
un gioiosissimo bimbo di 10 mesi. A volte, si da
delle pacche in testa; non sono forti, ma io e
mio marito abbiamo provato a evitare che compia
questo gesto buttandola sul ridere tipo "che mal
di testa!", ma ha continuato lo stesso. Ora,
usiamo un tono di voce più duro per fargli capire
che non deve farlo, ma non funziona molto nemmeno
questo. So che non è un gesto frequente e so che
a 10 mesi un bimbo non dosa la forza dei suoi
gesti, infatti, anche quando ci fa delle carezze
sono abbastanza energiche, ma volevo sapere cosa
ne pensa lei.
Inoltre, si sveglia ormai da più di 2 mesi
regolarmente alla stessa ora di notte ed
apparentemente senza motivo. A volte, basta una
carezza per farlo riaddormantare; a volte, invece
va preso in braccio e cullato. Sembra diventato
un appuntamento fisso, lei cosa ne dice?
Il vero problema che volevo esporle riguarda mio
nipote di quasi 7 anni. I suoi genitori si sono
separati da soli 2 mesi. Era ormai da quasi 4
anni che il rapporto si era logorato e, in casa,
avvanivano spesso litigate con "lancio di piatti
e bicchieri" o preparazione di valigie a cui lui
ha assistito. Io e mio marito abbiamo consigliato
i suoi genitori di rivolgersi ad una persona
competente in modo da ricevere qualche consiglio
su come parlare con lui della situazione, ma non
ci hanno dato ascolto dicendo che non era
necessario. Il nostro dubbio è che il bambino
abbia tenuto dentro un oceano di emozioni, visto
che in questi 4 anni di litigi non ha mai
lasciato trapelare nulla. Lui sembrerebbe star
bene, ma sta manifestando atteggiamenti di
rabbia ... deve fare sempre tutto da solo, non si
può dirgli niente e nemmeno aiutarlo in
niente ... stiamo pensando che imiti
atteggiamenti visti in casa. Pochi giorni fa, ha
avuto una crisi dicendo che gli manca il suo papà
e, a detta della mamma, ha chiesto a lei di
trovare un nuovo papà e la risposta che ha
ricevuto è stata "non è cos facile". Così io ho
parlato con lei dicendole di spiegare al bambino
che lui ha un solo papà e sarà sempre quello e
che gli vorrà sempre bene. Vorrei chiarire anche
la posizione di questa mamma che sia i sabati che
le domeniche veniva svegliata proprio dal figlio
solo quando il pranzo era pronto, che viaggia
molto per lavoro, che appena dopo la separazione
è spesso uscita con amici lasciandolo dai nonni.
A questo bambino tranne me e il nonno nessuno ha
mai letto una favola. Quando è a casa vegeta
davanti alla televisione o al computer. Non ha
mai molta voglia di uscire. Spesso, dopo pranzo,
si chiude in camera. Ad aggiungersi a questa
situazione c'è anche mio figlio che ha invaso
spazi che per 6 anni sono stati solo suoi. Non so
se sono riuscita a rendere chiara ai suoi occhi
la situazione anche perchè è un problema che mi
coinvolge molto e magari mi sono fatta prendere
dal fiume di parole che ho scritto, ma tengo
molto ad avere un suo parere.
Aspetto con ansia una risposta
Cari saluti
Rossella

  Elena65 Desiderio di maternita' 25/04/2003 08:12:01
  inserisci nuovo messaggio Gentilissima Professoressa,ho 38 anni e un figlio
di 5.Il mio bimbo e' arrivata dopo 4 anni di
infertilita',durante i quali ho fatto mille esami
e cure per vincerla.Dopo 3 anni ho avuto la prima
gravidanza ma ho perso quel bimbo quasi subito e
mi ci sono voluti altri 10 mesi e nuove cure per
rimanere di nuovo incinta.
Il bimbo perso e' sempre accanto a me,lo penso
sempre e lo sento proprio come un angelo custode.
Ma ho un'enorme fortuna ad avere un bimbo come D.
che mi riempie la vita con la sua vivacita' e la
sua espansivita'.
Mi ama di un amore che mi ripaga di ogni
sacrificio e sono felice di non aver mollato mai
nei momenti piu' difficili.
L'anno scorso,a causa dell'ipertensione provocata
dalla gravidanza,ho fatto visite ed esami perche'
desideravamo un altro figlio.
Purtroppo pero' ho dovuto iniziare una terapia
farmacologica e il mio cardiologo mi ha
sconsigliato di avere un'altra gravidanza.
Ci siamo rimasti male ma abbiamo considerato
tutti i pro e i contro e abbiamo deciso per il
bene della nostra famiglia di accettare il suo
consiglio.
Dapprima questa decisione mi e' sembrata logica e
giusta ma con il passare dei mesi mi e' cresciuta
dentro una rabbia infinita.
Non voglio tornare sui miei passi ma mi e'
difficile accettare di non poter fare figli come
dovrebbe essere nella mia natura di donna.
La natura mi ha precluso questa possibilita' gia'
anni fa e solo forzandola ho avuto il mio unico
figlio.Io sono una donna molto materna,se potessi
non lavorare mi dedicherei con gioia solo alla
famiglia.
HO sempre desiderato almeno 2/3 figli anche
perche' ho sofferto della mia condizione di
figlia unica.
Anche mia mamma mi ha avuta dopo tanti anni di
tentativi e il secondo figlio non e' mai arrivato.
Sembra quasi un "difetto" di famiglia ma tutto
cio' mi pesa.
Mi scusi per lo sfogo ma non posso tenermi dentro
questa delusione!!!
La ringrazio e la saluto affettuosamente.

  terradesolata amore virtuale 20/04/2003 21:23:28
  inserisci nuovo messaggio Gentile Dottoressa,
ho 37 anni,e da un paio di mesi sto soffrendo
oltre ogni ragionevole misura per la traumatica
interruzione di una storia di "amore virtuale"
con un uomo,poi rivelatosi di una meschinità e di
un'ipocrisia raccapricciante(mi si creda sulla
parola,dettagliare sarebbe troppo lungo),ma che è
riuscito a risvegliarmi alla vita,alla
passione,alla fantasia...Ai sogni, calpestati e
offesi troppo presto,di quando ero ragazzina...e
convinta di essere troppo brutta e sgradevole per
poter mai vivere la gioia di un amore autentico e
totale.
Ora sono distrutta.Il rapporto è durato un anno e
mezzo,e solo virtuale,perchè lui è sposato
e...collezionista di storie plurime e
contemporanee.Ero visceralemnte certa che fosse
l'uomo della mia vita...Prima di rivelarsi in
tutta la sua disgustosa bassezza d'animo.
Eppure...non riesco a dimenticare i momenti
magici,le notte trascorse a inseguirci tra le
parole,a carezzarci e divorarci l'anima...
Piango,non dormo,la vita mi appare un tragico
nonsenso a cui non riesco piu' ad adeguarmi.
Come è possibile soffrire cosi tanto per un uomo
che ho visto solo in webcam,che non stimo
moralmente,e che,soprattutto,ha dimostrato di non
tenere a me affatto, a dispetto del feeling
magico ed irripetibile che c'era sempre tra noi?
La ringrazio,e le auguro Buona Pasqua.

  paolo bambini e lutti 19/04/2003 04:49:53
  inserisci nuovo messaggio Gentile dottoressa,

da poche ore è mancata mia mamma. Ho due bimbe di
4 e 7 anni alle quali devo comunicare la triste
circostanza.

Le bimbe erano molto attccate alla nonna. Non so
come dirglielo. Temo di trasmetterle un dolore
molto più grande di loro. Come posso fare a
dirglielo con la massima dolcezza e senza ferirle
troppo ? E' corretto farle partecipare alle
esequie della nonna o sono troppo piccole ?

La ringrazio anticipatamente per la sua
attenzione.

Un caro saluto.

Paolo

  barbara assandri invidia della generatività 11/04/2003 17:50:46
  inserisci nuovo messaggio Gentile prof.ssa, Le scrivo, come ho già fatto in
precedenza, per chiederLe qualche consiglio. Sono
giunta al termine della mia tesi di laurea, che
cerca di mostrare come l'invidia del pene non sia
la dotazione biologica universale supposta da
Freud, ma necessiti piuttosto di una
contestualizzazione ben precisa: ho letto i testi
che mi ha consigliato, e mi pare che "Le ferite
simboliche" di B. Bettelheim vada proprio in
questa direzione. L'Autore suggerisce che
l'invidia del pene possa essere il frutto
dell'intensa opera di rimozione che ha investito
le capacità procreative della donna, prima tra
tutte quella di partorire. Mi pare che Lei
sostenga un pensiero analogo ne "Il bambino della
notte" e in "Se noi siamo la terra". Vorrei
infatti sottolineare questo aspetto cambiando il
titolo della tesi, da "Invidia penis vs\ invidia
generandi" a "Invidia del pene e rimozione
dell'invidia della generatività": crede che possa
esprimere bene il concetto? Inoltre, vorrei
chiedere il Suo parere per quanto riguarda le
considerazioni conclusive cui sto lavorando: come
crede che sia possibile recuperare l'aspetto
della creatività femminile e del suo "prendersi
cura" uscendo da una concezione di creatività
materiale, che si riduce a sterile esibizione di
possesso? Io penso che quella della maternità sia
la metafora del "dare vita" disponendosi
a "lasciare andare" l'oggetto, mentre il rischio
della concezione patriarcale è quella di creare
solo una propria appendice, che non contiene in
sè una progettualità autonoma. L'uomo invidia la
donna poichè la sua capacità di reincarnarsi in
un altro corpo le assicura quell'immortalità
potenziale che egli desiderebbe per sè, e per
questa ragione ha iniziato fin dall'alba della
civiltà un'opera di svilimento che ha finito per
relegare la generatività femminile a un ruolo
decisamente marginale: quando Socrate interroga
Diotima nel discorso sull'Amore, egli finisce per
ridicolizzare la creatività femminile per mano
della stessa donna, che finirà con l'ammettere
che ben più nobile che creare corpi è creare
idee, compito che spetta al filosofo e alla metis
maschile. Come crede che si possa riscoprire un
atteggiamento di conoscenza fatto non
di "dominazione", ma fondamentalmente di
comprensione, intesa come disponibilità a
prendere - su di - sè? Quale parte può avere la
psicoanalisi in questo tentativo di riscoperta?
Come possono i due sessi placare la proria
invidia per le componenti dell'altro
vivificandosi vicendevolmente?
La ringrazio fin da ora per l'attenzione, spero
di non averLa eccessivamente incalzata (e di non
aver scritto un trattato ultra - femminista!),
Barbara Assandri

  Maddalena colloquio con figlia adolescente 10/04/2003 09:28:53
  inserisci nuovo messaggio Cara Professoressa Vegetti Finzi, ho una figlia
sedicenne con la quale, non so se a torto o a
ragione, ho ritenuto di non dover impostare un
rapporto amicale, non volendo mescolare ruoli,
tenerli sempre ben distinti: madre a figlia.
Inoltre non ho mai pensato che si dovesse per
forza parlare sempre e di tutto e che fossero a
volte più determinanti gli esempi
comportamentali, senza peraltro, nei momenti di
particolare crisi, ricordarle che quando avesse
voluto e ritenuto per lei necessario, in
qualsiasi situazione o momento io sarei stata
volentiere disponibile a parlare con lei.
Bene. Sino ad oggi ero abbastanza soddisfatta di
ciò, in quanto mia figlia ha dimostrato di aver
bisogno di confrontarsi con me e di essere
rincuorata, coccolata, nei momenti cruciali. Ma
ora, difficilissimo entrare in contatto con lei,
per es. sul discorso "sesso"; ho cercato di
accennare qualcosa, ma lei rifugge,
scherzosamente mi dice di non fare la predicona,
che lei sa di queste cose, ecc...
Sta solamente dando seguito a ciò che io ho
impostato?, ma confondendo ciò che io ritenevo
rispetto e discrezione con "non comunicabilità"?
Dove correggere il mio atteggiamento?
La ringrazio per la sua gentilezza e la saluto
con affetto e rispetto.
Maddalena

  rossana neonato e adulterio 08/04/2003 18:13:08
  inserisci nuovo messaggio Gentile dottoressa
da circa 5 mesi ho una relazione con un uomo
sposato: la nostra conoscenza è maturata in un
momento molto particolare, quando lui stava per
diventare papà, sfociando in una relazione vera e
propria dopo un mese dalla nascita del bambino.
Non sto ovviamente a dire il livello di
spaventosa tormentosità di tutta questa vicenda,
i sensi di colpa, il suo essere dilaniato, le
oscillazioni di questo rapporto, la precarietà
continua. All'improvviso, non prima, pare essersi
accorto di "tenere famiglia". Già una volta ha
tentato di lasciarmi, a suo dire non tanto per la
compagna, con la quale non pare avere un rapporto
affettivo molto forte, ma principalmente per il
terrore panico di poter perdere il bambino, per
l'orrore insomma provato all'idea di non poter
fare il padre. Vorrei sapere da lei quanto
un'eventuale sua scelta in direzione della
famiglia (data da lui ormai di fatto per scontata
nonostante continui a frequentarmi)
con "sacrificio" di quello che lui ritiene essere
un vero rapporto affettivo (credo - dai drammi
cui ho assistito - sia sincero) possa realmente
giovare allo sviluppo e alla crescita del
bambino; è un interrogativo che mi pongo
abbastanza angosciosamente, anche se forse non in
modo del tutto disinteressato, e nonostante non
vi sia modo di farlo ragionare in questo senso.
Personalmente non mi aspettavo di trovare un
cordone ombelicale tanto forte, e forse nemmeno
tanto senso di responsabilità in un neopadre che
parte per una simile avventura... Grazie

  Lara adozione... 03/04/2003 14:04:10
  inserisci nuovo messaggio Gentile Dottoressa Vegetti Finzi,
sono la mamma di Alioscia, nato ad Odessa
(Ucraina) 5 anni fa. La nostra famiglia è in
procinto di andare a prendere altri due bambini
in Russia. Ali alterna momenti di gioia a momenti
di preoccupazione per l'arrivi dei fratellini.
Ieri mi ha raccontato un sogno che avrei piacere
lei mi commentasse: "era andato a prendere i
fratellini. Quando incontra la sorellina, questa
gli da un pugno che lui ricambia con un calcio
(evviva le presentazioni). Alla rissa si aggiunge
anche l'altro fratellino fino a che Ali decide di
salire in aereo. Quando si volta per guardarli,
si accorge che un trattore li sta per
schiacciare, allora torna indietro, li abbraccia
e li porta via, salvandoli."
Grazie per l'eventuale interpretazione e per la
sua presenza.
Lara


  dadà dov'è papà ? 30/03/2003 00:21:27
  inserisci nuovo messaggio gentile dottoressa,sono mamma di due bellisime
bambine rispettivamente di venti e otto mesi.Sono
rimasta vedova quando la più grande aveva quattro
mesi appena ed ero incinta di qualche giorno
dell'altra, gravidanza anche questa voluta e
cercata con molta passione sia da parte mia che
del mio compagno. L. ha deciso di sua volontà di
lasciarci tragicamente e inaspettatamente senza
avere neanche la certezza che io fossi o meno
incinta.
Sono andata avanti cercando di rimanere comunque
in piedi e ci sono riuscita piuttosto bene
finora, anche perchè sono stata ben sostenuta.
Ora però che la bimba più grande frequenta (con
enorme successo per quanto riguarda il suo
inserimento) il nido comunale dove da pochi
giorni ha imparato la parola papà" (probabilmente
perchè ogni giorno le fanno sfogliare un album di
foto personali e tra queste ce n'è una del papà,
comincio a sentire forte la necessità di
informazioni e conoscenze che possano mettermi
minimamente in grado di fronteggiare la domanda
da parte delle mie figlie: "Dov'è papà mio?" Mi
sento colpevole per non poter offrire loro una
figura genitoriale "fisicamente" esistente come
quella del padre che spetta di diritto ad ogni
bambino. Per il momento il nonno (sono ritornata
a vivere in famiglia) supplisce, ma la bambina
sembra a volte confusa nella scelta delle parole
papà e nonno. Ho troppi dubbi sul comportamento
da seguire per non fare errori che a lungo
termine potrebbero pregiudicare la serenità delle
piccole. Devo o posso mostrare loro la foto di
papà? Devo parlarne? Vivranno comunque bene?
quali saranno le loro domande? e quali le mie
risposte?
Apprezzo molto il suo lavoro e spero posso darmi
qualche consiglio, indicarmi delle letture e
iniziative da prendere. Vivo a Roma, se questo
può essere utile sapere. La ringrazio.
Preferirei una risposta e-mail a carattere
privato, se possibile.

  Silvia Vegetti Finzi risposta ad Andrea 27/03/2003 11:42:03
  inserisci nuovo messaggio Caro Andrea, come ho avuto modo di rispondere
altre volte, questa rubrica nasce per consigliare
gli adulti che si trovano in difficoltà, come
genitori o insegnanti, nell'educazione dei
ragazzi ( sino a 16 anni).
Mi scusi ma problemi come i suoi, per quanto
serissimi, non rientrano in questo spazio.


  Silvia Vegetti Finzi.. risposta alla mamma della bambina superdotata 27/03/2003 11:40:45
  inserisci nuovo messaggio Cara Signora , la sofferenza cui sono sottoposti
i bambini superdotati è nota, tanto che si è
pensato a più riprese, persino a Cuba, di
costruire scuole solo per loro.
Ma non sono d'accordo su queste separazioni
perchè prima o poi dovranno affrontare l'invidia
e la rabbia dei coetanei ed è meglio che si
attrezzino presto.
Nella scuola di sua figlia siamo però giunti a un
vero e proprio mobbing e gli insegnanti
dovrebbero occuparsene seriamente.
Credo che potrebbe esserle utile leggere il
capitolo che Anna Maria Battistin ed io vi
abbiamo dedicato nel volume " I bambini sono
cambiati" e discutere i consigli che avanziamo
con gli adulti interessati.
Tuttavia alcuni particolari mi suonano strani. Di
solito, alle elementari, maschi e femmine si
ignorano o interagiscono in gruppo con l'insieme
delle femmine. Come mai sua figlia non ha
problemi con le compagne ma solo con i compagni?
Mi sembra inoltre sbagliato intervenire
direttamente e "obbligare" i ragazzini a
relazionare con lei . Non pensate in che
condizione la ponete? A quale umiliazione la
esponete?
Il problema va aggirato sia cambiando la
situazione della classe che in un modo o
nell'altro mi sembra tutta sofferente di disturbi
emotivi.
Sia inserendo la bambina in un altro contesto,
dopo non valga la sua immagine di prima della
classe. Vi suggerisco di iscriverla in un
gruppo scout dove regni una logica diversa,
basata sulla solidarietà anzichè sulla
competizione


  Silvia Vegetti Finzi risposta ad Alessandra 27/03/2003 11:38:46
  inserisci nuovo messaggio
Cara Alessandra, come sempre la patologia risulta
più interessante della normalità, non perchè sia
radicalmente diversa, ma perchè funziona come una
lente che amplifica processi psichici che
resterebbero altrimenti poco riconoscibili.
I libri che, senza cadere nel trionfalismo
delle "madri soddisfatte" e dei "figli ben
adattati" , si occupano di rapporti familiari
relativamente buoni sono molti e specifici per
le varie età.
Penso agli studi di Stern sulla relazione madre-
neonato; ai libri di consiglio scritti da
Bettelheim, Winnicott, Dolto , questi ultimi
editi da Mondadori, così come la trilogia che ho
scritto con Anna Maria Battistin ( sempre negli
Oscar Mondadori): A piccoli passi; I bambini sono
cambiati; L'età incerta.
Sull'adolescenza potrai trovare anche ottimi
libri scritti da Pietropolli Charmet ( editori
Franco Angeli e Cortina); sul rapporto padri-
figli è molto coinvolgente il saggio Talis Pater
di Scaparro, edito da Rizzoli.
Cerca questi autori in biblioteca o rivolgiti a
un buon libraio, vedrai che troverai quanto
cerchi.


  Silvia Vegetti Finzi risposta a "Bianca e Bernie" 27/03/2003 11:37:18
  inserisci nuovo messaggio Cara "Bianca & Bernie",

credo che suo marito abbia sostanzialmente
ragione, ma solo "sostanzialmente" perchè i
problemi che giustamente individua non si
risolvono certo con atteggiamenti autoritari e
impositivi.
Vostra figlia ,per varie ragioni , cresce lontana
da voi, in un certo senso cresce da sola perchè
la tata, che basta a un neonato, non è più
sufficiente per una ragazzina .
Voi, con una miriade di corsi, le occupate il
tempo ma non l'anima.
In questa prospettiva i suoi capricci si rivelano
una richiesta di affetto e di attenzione e non è
giusto liquidarli come "cattiveria".
Tuttavia non si possono neppure tollerare perchè,
così facendo, si lascia la piccola in balia di
impulsi aggressivi che rischiano di trovolgere il
suo equilibrio e la sua autostima.
Cercate, se possibile, di dedicarle più tempo, di
incoraggiarla a esprimere il suo disagio e di
cercare insieme un'organizzazione più
soddisfacente delle vostre giornate.
Non si tratta di indurre la bambina a cambiare le
sue reazioni ma di agire indirettamente,
modificando prima di tutto i vostri rapporti
familiari.


  tiziana Giano bifronte 26/03/2003 10:19:16
  inserisci nuovo messaggio Gentile dottoressa,
otto mesi fà un incontro casuale che poi diventa
straordinariamente importante. Un incrocio di
sguardi ed é subito amore. Lui é un uomo
bellissimo, intelligente, colto, affascinante,
dolce, affettuoso...ma sposato! Nonostante ciò
iniziamo questa relazione, anche se io non ero
molto convinta, solo mi piaceva essere
corteggiata da un uomo così bello.. per lui,
probabilmente, c'era il piacere della conquista.
Tra alti e bassi sono passati otto mesi e mi
sento molto stanca, perché questa storia sta
esaurendo tutte le mie energie. Sono una persona
molto impulsiva, molto gelosa, e vivere questa
situazione mi fà alternare momenti di grande
euforia a momenti di grande depressione...a
scapito della relazione. Lui mi dice "ti amo
come un uomo sposato", ed ancora "in fin dei
conti sono felice con la mia famiglia, che non
avrò mai il coraggio di lasciare"...i suoi
tradimenti iniziano un anno dopo l'inizio del
suo matrimonio (12 anni di tradimenti), gli dico
che là dove c'é amore non c'é tradimento, quindi
il suo matrimonio é finito nello stesso istante
in cui ha messo per la prima volta gli occhi su
un'altra donna. Oltre la moglie le altre
donnine...ho già detto che Lui é molto bello ed
anche molto ricercato, dunque ci sono tutte
queste ragazzine che gli scrivono messaggi hard
sul cell, lo chiamano e spero non si
vedano...ogni volta che scopro un nuovo
messaggio o una nuova telefonata vado fuori di
matto, ma poi alla fine torno sempre da
lui..Ieri abbiamo parlato apertamente di tutto,
anche dell'aspetto religioso (mi diceva che
voleva parlare con un prete per farsi asolvere
da questo peccato!), ho cercato di fargli capire
che lui più che dell'assoluzione di un prete ha
bisogno di un bravo psicologo che lo aiuti a
vedere e accettare la realtà. Lui mi dice sempre
che mi ama, ma io ho paura...forse sono io che
invece non vedo sufficientemente lo squallore
che questa persona cela? quanto é giusto che lo
aiuti a prendere coscienza di sè? Se stessimo
insieme, potrebbe tradire anche me? in fin dei
conti questo suo mantenere dialoghi con stupide
ragazzine é per me un tradimento! Qual'é il
meccanismo psicologico che sottostà a questo
comportamento? Cosa posso fare per non soffrire
più, ma vivere questa storia con più serenità
(se é ancora il caso di viverla?)?
Dottoressa come vede i dubbi sono tanti, e tanti
altri affollano la mia mente, ma la prego mi
aiuti a iniziare a capire...
grazie

tiziana

  Andrea Timidezza 15/03/2003 23:29:14
  inserisci nuovo messaggio Gentile Dott.sa Vegetti Finzi,
come risolvere la timidizza (mi è stata
diagnosticata una fobia sociale) che non mi
consente di avere amici o una ragazza e che mi
condiziona nella vita sociale e lavorativa?
Premetto che da anni faccio uso di antidepressivi
(prima Deniban e poi Sereupin) e che ho
frequentato per un periodo prima il Cps e poi una
psicoterapeuta, ma senza risultati apprezzabili.
Con i migliori saluti
Andrea

  silvia vegetti finzi il male di essere precoce 15/03/2003 18:09:05
  inserisci nuovo messaggio Sono venuta a conoscenza di una situazione che
mi ha disorientata riguardante la mia
primogenita di 8 anni. Fin dal primo anno di età
ha rivelato di essere precoce nel linguaggio,
nell'apprendimneto, nella memorizzazione ecc..
Una bambina solare, aperta, curiosa. Alla scuola
materna mi hanno sconsigliato di insegnarle cose
oltre la sua eta' perche' l'avrei danneggiata.
Ho voluto solo che giocasse il piu' possibile e
incontrasse amici scelti da lei. I voti alle
elementari sono stati ottimi fin dall'inizio, ma
non ho voluto dare peso alla cosa perchè temevo
che si montasse la testa. Poi ha iniziato a
scrivere racconti e poesie e l'ho lasciata fare.
Un giorno e' uscita da scuola disperata perche'
i " maschi" la prendevano in giro ,la deridevano
ormai da lungo tempo e non ne poteva piu'.Le
madri di questi bambini mi hanno detto che e'
questione di invidia. Abbiamo organizzato una
serata in pizzeria per sciogliere il ghiaccio e
nessun maschio voleva starle vicino, o parlarle,
piangevano se obbligati. Perche'? Risposta:
perche' lei e' la piu' brava. La emarginano come
un'appestata. E' una vergogna per loro starle
vicino.
Ho visto un lume che si spegne. Non si e' mai
vantata.Ha sempre avuto un apprezzamento per
ogniuno dei suoi compagni ,chi disegna bene ,chi
fa progressi, chi conosce tante parole
parlandone in modo quasi materno, con orgoglio.
E la cosa strana che la precocita'
piu'interessante per me ,l'unica che ho voluto
curare, e' stata quella dell'umanita', della
sensibilità, non il nozionismo . Le dico che mi
sento ferita doppiamente perche' mia figlia è un
cuore elastico, pulita e dopotutto e' piccola,
e' una bambina.Dovrebbe essere meno brava,meno
entusiasta della vita.ecco quello che e':
SEMPLICEMENTE ENTUSIASTA DELLA VITA. E ora la
evitano ,la deridono la sminuiscono, tutto
quello che fa vanno a dirle che fa schifo. Dove
ho sbagliato e cosa posso fare per proteggerla?
Grazie

  alessandra tesi 11/03/2003 21:43:08
  inserisci nuovo messaggio Gentile Dottoressa, avrei bisogno di trovare dei
testi sullla relazione tra madre soddisfatta e
figli ben adattati. Mi è stato suggerito di
ricercare informazioni su Hoffmann, ma non sono
riuscita a trovare ancora nulla. Lei avrebbe
qualche suggerimento da darmi? La ringrazio e le
porgo distinti saluti. Alessandra.

  M. Olcelli ringraziamento a "corso per gestanti" 11/03/2003 14:28:52
  inserisci nuovo messaggio Gentile Dottoressa
ho accolto con grande gioia il suo apprezzamento
del mio progetto per un corso per gestanti..
la ringrazio delle indicazioni bibiografiche e le
auguro buon lavoro. M. Olcelli

  Silvia Vegetti Finzi risposta alla trentenne in crisi sentimentale 11/03/2003 12:26:12
  inserisci nuovo messaggio Cara trentenne in crisi sentimentale ( non ti sei
firmata neppure con uno
pseudonimo), non ti rispondo in questo Forum
perchè è dedicato alla
psicologia dell'età evolutiva.
E' stato aperto per i genitori che, dopo aver
letto i libri sullo sviluppo
infantile che ho scritto con Anna Maria Battistin
( A piccoli passi; I
bambini sono cambiati e I nuovi adolescenti),
intendono approfondire qualche
particolare problema dei loro figli.
Come vedi qui sei "fuori tema".
Potresti invece scrivermi , in modo più mirato,
indirizzando la lettera alla
Rubrica "Psiche Lei" che tengo su "Io Donna"
supplemento domenicale de "Il
Corriere della Sera".
Con i miei migliori saluti. Silvia Vegetti Finzi

  Bianca & Bernie educazione 09/03/2003 23:41:27
  inserisci nuovo messaggio Cara dottoressa,
ho una figlia di 6 anni, la cui educazione in
questi giorni sta diventanto motivo di forti
litigi con suo padre. Egli afferma infatti che la
bambina è capricciosa e maleducata e interviene in
modo autoritario, secondo me in modo
controproducente. Ma la di là delle nostre
divergenze, concordo parzialmente con lui sulla
circostanza che in talune occasioni la bambina fa
storie e non si comporta come noi vorremmo. Suo
padre sostiene che la causa di tutto è il mio
atteggiamento eccessivamente assecondante, che la
mette continuamente al centro dell'attenzione,
invece di aiutarla a trovare una sua collocazione
nei confronti degli altri bambini e anche degli
adulti. Non nego che ci sia del vero, anche se ho
sempre cercato di considerarla una (come gli
altri) della famiglia, ma mi chiedo quali siano
gli strumenti che noi genitori possiamo avere per
far sì che i figli trovino una loro giusta
collocazione ed evitare che si sentano al centro
dell'universo.
Alcune notizie di contorno.
Oltre alla scuola, mia figlia fa tante attività
che le riempiono le giornate (pianoforte, inglese,
ginnastica artistica, nuoto) e che non comportano
però il suo inserimento in una comunità di bambini
(giocava in una squadra di minibasket, ma ha
rinunciato perché era un ambiente troppo
maschile).
Aggiungo ancora che è quasi figlia unica in quanto
ha una sorella, da parte di padre, che ha 23 anni
più di lei.
Inoltre, per motivi di lavoro, suo padre è
presente in casa solo durante il wee-end e anch'io
lavoro fino a tardi tutti i giorni e spesso sono
assenteo per lavoro per qualche giorno, per cui
lei passa molto tempo con la sua tata che adora e
da cui è trattata come se fosse la sua nipotina.
A volte io ho ritenuto e ritengo tuttora che la
bambina vada non solo assecondata, ma anche
incoraggiata nelle cose che fa perché spesso,
soprattutto nell'ambiente scolastico noto dai suoi

  Silvia Vegetti Finzi Risposta ad Assandri 05/03/2003 16:10:56
  inserisci nuovo messaggio Cara Assandri, per la sua tesi consiglio la
lettura di:

Bettelheim, "Ferite simboliche";
Enciclopedia Einaudi, voce "Donna" di Franca
Basaglia Ongaro,
S.Vegetti Finzi, Il bambino della notte, Oscar
Mondadori
Con i miei migliori auguri. Silvia V.F.

  Silvia Vegetti Finzi Risposta a Susanna 05/03/2003 16:09:38
  inserisci nuovo messaggio Cara Susanna, per la balbuzie vi sono utili cure
di
logoterapia . Per saperne di più dal punto di
vista psicologico consulti:
Silvia Vegetti Finzi, Anna Maria Battistin : I
bambini sono cambiati (Oscar
Mondadori) p. 307.
Nel suo caso, però, consiglio anche una
psicoterapia che l'aiuto a trovare
l'equilibrio interiore compromesso da una storia
familiare e personale
particolarmente travagliata.
Telefoni, a mio nome, al n. 02-55012281 , Centro
Milanese di Psicoanalisi
"Cesare Musatti" ( da lunedì a venerdì dalla 10
alle 17) chiedendo un
colloquio orientativo.
Cari auguri. Silvia Vegetti Finzi




  Silvia Vegetti Finzi Risposta a Adolescente 05/03/2003 16:08:24
  inserisci nuovo messaggio Cara Adolescente, non è mai stato facile il
debutto sessuale delle donne,
ma in questi anni è diventato particolarmente
difficile per la mancanza di
regole e codici.
Con Anna Maria Battisti, ne abbiamo parlato a
lungo nel libro ' L'età
incerta. I nuovi adolescenti' (Oscar Mondadori)
al quale la rimando per
riflessioni e approfondimenti.
Comunque un consiglio: non abbia fretta! Un
abbraccio e un augurio. Silvia
V.F.

  Donna VIrtuale & Reale 02/03/2003 16:55:44
  inserisci nuovo messaggio Gentile Dottoressa,
Alla soglia dei 30 anni, idealista ma anche
pragmatica, con una buona carriera avviata, con
esperienze di studio di ottimo livello sia in
Italia sia all'estero, con un aspetto fisico
piacente e con la voglia sempre nuova di
esplorare e conoscere, mi ritrovo sola.
E’ freschissima la crisi di una relazione
virtuale/reale. Qualche mese fa conosco un
giovane di pochi anni più grande di me;
l'incontro avviene insieme ad altri e non c'è la
possibilità di approfondire. Fra l'altro abitiamo
in due città diverse e distanti. Poi, per
svariati motivi che non sto a raccontare, lui
viene a conoscenza del mio indirizzo e-mail e mi
scrive. Da quel momento inizia una corrispondenza
interessante e coinvolgente. C'è un'intesa a
livello intellettuale, culturale ed emotivo
davvero straordinaria. Anch'io, che di solito
sono timida nei rapporti con gli uomini, mi trovo
benissimo. All'inizio di febbraio lui mi chiede
di vederci, disposto a venire lui nella mia città
per il week-end di S.Valentino. Io, che non gli
avevo chiesto niente, accetto. Nel frattempo i
messaggi che ci mandiamo sono sempre più
romantici ed empatici. Per il primo appuntamento
lui mi porta una rosa rossa. Io, pur felicissima,
mi accorgo, nonostante i miei buoni propositi
(tipo: "fidati: non alzare le solite barriere"),
di comportarmi con cordialità ma di non poter
fare a meno di "avere paura" (magari proprio per
la circostanza così sfacciatamente ed
ostentatamente romantica). Insomma, pur
nell'ottima conversazione e nello stare bene con
questa persona (sono tornata a casa alle 3 di
notte), percepisco da parte di entrambi una certa
timidezza, che però, in fondo, a me non sembra
una cattiva compagna nei primi approcci. Uno la
timidezza non se la può né imporre né togliere;
ma se c'è io personalmente non ne faccio un
dramma. Pur di fronte a un uomo con tutte le
ottime caratteristiche di lui, mi dico che è
quasi "fisiologico" essere un po' sulla
difensiva. Invece lui (con cui mi sono vista
anche gli altri giorni del week-end), dopo
qualche giorno dalla sua partenza mi scrive che
tra di noi non è scattata spontaneamente a
livello "animale" quell’intesa che invece c'è
stata a livello intellettuale. In sostanza,
quella ritrosia che per me poteva essere non un
ostacolo, ma solamente una cosa naturale
all’inizio di un rapporto ancora “acerbo”, per
lui è la prova che “se non scatta ora non scatta
più”. Io sono amareggiata perché a mio avviso il
livello di intesa intellettuale ed emotiva che
c’è non può essere sopraffatto da una timidezza
che, almeno per quanto mi riguarda, fa parte
della mia natura. Gli rispondo che forse il suo
errore è stato quello di crearsi troppe attese;
il fatto di aver voluto “partire in quinta”, per
quanto romantico, forse era un po’
troppo “cinematografico”. Tipo “appuntamento con
il destino”. Io invece, pur emozionata all’idea
di vederlo, non mi ponevo il bivio “o sì o no”;
semmai, vedevo in questo l’inizio di qualcosa che
si sarebbe però potuto evolvere nel tempo.
Non le sembra assurdo tutto questo? Un uomo che
prima corteggia in maniera tanto assoluta e poi
in modo altrettanto assoluto al primo ostacolo
getta la spugna? Non le sembra contraddittorio
investire così tanto emotivamente e poi scappare?
Non sarebbe giusto, in nome dell’intesa che si
era creata, rendersi conto che una relazione è
anche fatta di attesa e non solo di folgorazioni
fatali? E questo è uno degli uomini migliori che
ho incontrato; glielo assicuro. Si figuri gli
altri… Magari lui in questo momento starà
confidando a qualche amico quanto “Circe” sono
stata io che l’ho “sedotto” al punto da
trascinarlo fin da me facendolo esporre così
apertamente, per poi “deluderlo” con i fatti. Non
so che pensare. O, invece, lui è semplicemente
uno di quegli uomini che non riesce a tradurre in
pratica quello che si pone a livello teorico; ma
perché, allora, tanto romanticismo se poi non è
in grado di mantenerlo? Anch'io per prendere
consapevolezza di me ho dovuto faticare nella
vita. Però, anche nelle circostanze in cui mi
sentivo particolarmente bloccata, non mi sognavo
grandi slanci e grandi ritirate: semplicemente,
era difficile per me anhe il più piccolo slancio.
E allora perché lui invece si è dimostrato così
incoerente? Come risolvere questa paura di amare,
non solo in questo rapporto (lui nonostante tutto
mi chiede di continuare a scriverci) ma anche in
generale? C'è qualche speranza di recuperare un
rapporto (e che sia SANO)con questo giovane
oppure è meglio lasciar perdere?
Le sarò molto grata se vorrà rispondermi, dal
momento che la questione è dolorosa, perché è
l'ennesimo "flop" in campo sentimentale.


  barbara assandri invidia penis vs\invidia generandi 28/02/2003 11:13:57
  inserisci nuovo messaggio Gentile prof.ssa, sto facendo la tesi di laurea
sul rapporto tra invidia del pene e invidia della
generatività, nell'ipotesi che la rimozione
dell'ultima sia causa della prima. L'uomo non può
tollerare l'immortalità che la donna si assicura
attraverso i propri figli, pertanto agisce un
meccanismo difensivo che conduce allo svilimento
della cosa invidiata. Cosa pensa Lei in
proposito? Come posso dimostrare
psicoanaliticamente quanto l'antropologia è in
grado di sostenere più evidentemente? La
ringrazio fin da ora per l'attenzione, Barbara
Assandri

  Susanna Grassini balbuzie e mancinismo 27/02/2003 09:47:47
  inserisci nuovo messaggio Carissima dottoressa,
Sono susanna, ho 33 anni e abito in provincia di
Milano. Vediamo se riesco ad essere breve...
dall’età di dodici anni soffro di balbuzie, o per
meglio dire “blocco della parola”. E’ un disturbo
psicologico, in alcuni momenti le parole escono in
modo fluido e soprattutto nei momenti di tensione
o stanchezza fatico ad emettere le parole e quindi
faccio discorsi “a tratti”. Mia mamma è cresciuta
nel periodo della guerra e ha subito shock e
abbandoni che l’hanno condizionata, io sono
cresciuta come una bambina “miracolata” (sono nata
in condizioni disperate) e quindi superprotetta e
superviziata. Ho letto “a piccoli passi” e mi ha
impressionato leggere la parte relativa al
mancinismo. Mai costringere un bambino ad “usare
l’altra mano”. Io ero mancina da piccola e ora non
lo sono più perché sono stata costretta ad usare
la “mano bella”. Difficile riassumere 33 anni di
vita in poche righe, vero? Ci ho provato. Vorrei
approfondire le mie conoscenze sui disturbi
neurologici che possono avvenire in una bambina di
4-5 anni, mancina, che è stata forzata a usare
comunque la mano destra. Potrebbe essere questa la
causa del mio disturbo? E in merito a questo,
potrebbe consigliarmi qualche buon libro da
leggere? E’ importante per me capire, solo
questo. Se qualcun altro soffre del mio stesso
disturbo può magari contattarmi. Il mio indirizzo
e mail è susi-anna@libero.it
Grazie fin d’ora

  adolescente La prima volta 24/02/2003 14:52:08
  inserisci nuovo messaggio Salve,io sono una ragazza di 17 anni.Ho mille
cose da chiederLe e a dir la verità,non so da
dove cominciare.Comincerò a parlarLe di qualcosa
che ora, come non mai, dentro di me sta
diventando troppo forte.Sono un'adolescente come
tante.Sto crescendo e non so come affrontare
alcuni problemi,come la sessualità,la " prima
volta".Quando ero più piccola pensavo "Io per la
prima volta farò sesso con la persona giusta,con
un ragazzo che amo".Giorno dopo giorno,ora,scopro
che non è quasi più così.Mi viene da
pensare : "Se la persona giusta non la
trovo,rimarrò vergine per tutta la vita?!".Sono
stata bombardata per tutti questi anni da
amiche,familiari e dalle solite parole :"Quando
verrà il momento giusto te ne accorgerai e sarà
con la persona giusta:un ragazzo maturo che
amerai e che ti amerà"Ho accettato queste frasi
per tanto ma ora mi chiedo "E' questo quello che
voglio?" Guardo dentro di me,chiudo gli occhi e
mi viene spontaneo rispondermi : "No..".
La prima volta deve esser per forza con la
persona che ami?Non può essere solo una
soddisfazione sessuale,una crescita,un
desiderio,passione,voglia di soddisfare l'altro
fisicamente?
La mia confusione forse può dipendere dalla
situazione familiare?:Mia madre non pensa al
sesso,o meglio,questo è quello che ho capito in
questi anni.I miei non si baciano,nè fanno
altro.Mia madre ha ricevuto un'educazione molto
severa ed è ovvio che essa abbia influenzato il
suo modo di pensare.Io so che il sesso in una
coppia fa bene...Loro passano tempo solo a
litigare o a parlare..del sesso nemmeno una
traccia.Che devo pensare?Ho bisogno d'aiuto...Io
sto crescendo e nessuno sembra accorgersene.Io
sono quasi sicura di compiere il grande passo e
non posso parlarne con i miei....Forse è troppo
presto?La prego,mi aiuti.Un bacio


  Metti un messaggio in bacheca