![]() MAPPA SITO Le donne le ho viste cambiare radicalmente dagli anni Cinquanta. Tradizionalmente sottomesse al padre e al marito, hanno preso man mano fiducia in se stesse e, a partire dagli anni Settanta, sono divenute protagoniste della famiglia e della società. {BIOGRAFIA} |
![]() Una scultura nella casa di Silvia Vegetti Finzi |
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| Una cosa che non vorrei
andasse perduta, in questo clima di competizione individualistica, sono
i rapporti tra donne: riconoscersi reciprocamente, avere cura delle relazioni
femminili, valorizzarsi e aiutarsi a vicenda sono conquiste irrinunciabili. |
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| Dapprima, in nome della
parità di diritti tra uomini e donne, abbiamo lottato per l'emancipazione,
conquistando la possibilità di ricorrere al divorzio, all'interruzione
volontaria di gravidanza, a un più equo Diritto di Famiglia. Ma dagli
anni Ottanta in poi abbiamo capito che dovevamo anche trovare la nostra
specificità, capire chi siamo in quanto donne, e che cosa di nuovo
possiamo portare nel mondo. Abbiamo quindi lavorato insieme per la liberazione
delle donne, un progetto che cerca di superare i condizionamenti culturali
e psicologici e di svelare la segreta complicità che ci lega al desiderio
maschile, anche a scapito della nostra realizzazione. {BIBLIOGRAFIA - Se noi siamo la terra} |
![]() Il pomeriggio dei bambini a Wargemont |
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| Nel pensiero teorico
femminista il mio punto di riferimento è stata la psicoanalista e
filosofa francese Luce Irigaray. Molto importante è stato anche l'influsso
della Libreria delle Donne di Milano e di Luisa Muraro in particolare. Il
mio contributo si è svolto presso la Libera Università delle
donne Virginia Woolf di Roma e il Centro Documentazione Donne di
Firenze. Con loro ho affrontato la parte più oscura della femminilità,
quella materna, cercando di strapparla agli stereotipi idealizzanti e alla
banalizzazione quotidiana. {BIBLIOGRAFIA - Storia della psicoanalisi} |
![]() Luce Irigaray |
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| A questo scopo ho analizzato
le bambine, interrogando la fantasia, il gioco, il sogno, il sintomo. Gran
parte dei tesori che ho rinvenuto, in questa archeologia dell'inconscio
individuale, corrispondono straordinariamente alle figure e ai racconti
del mito, del rito, della religione, dell'alchimia e delle origini della
scienza. Alcune scoperte, come quella del "bambino della notte",
il figlio immaginario che ogni donna conserva nell'inconscio, si sono poi
rivelate di straordinaria attualità per comprendere i desideri che
sorreggono la domanda di fecondazione artificiale. {BIBLIOGRAFIA - Il bambino della notte} |
![]() Ritratto di Bia de’ Medici |
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| Le donne, quando riescono a comunicare tramite la loro parte femminile, sono "acqua nell'acqua", come si diceva una volta per polemizzare con la modalità maschile di stabilire rapporti basati su una rigida gerarchia di potere. | |||