Pierre Auguste Renoir, Maternità |
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| È madre la donna che
si sente tale. Nella nostra società il modello di madre non è
più impositivo e una donna diventa tale quando se lo sente, senza
dover rispondere a un'attesa sociale e familiare. |
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La difficoltà
consiste nella solitudine, nel fatto che è difficile condividere
il desiderio di maternità col proprio compagno ma anche, molte volte,
con la propria madre. Mentre un padre dice ancora al figlio: "un giorno prenderai il mio posto", immettendolo così in una trasmissione generazionale, tra donne lo scettro del potere materno non passa alla figlia. La madre non cessa mai di sentirsi tale. Succede allora che una donna, in un certo momento della sua vita, si autorizza a diventare madre da sola, con tutto il peso che questo comporta. {BIBLIOGRAFIA - Il romanzo della famiglia} |
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| Per quanto
riguarda il diritto alla maternità, dobbiamo distinguere tra legislazione
e morale. La Legge ha per obiettivo il bene comune ma, nel privato, è
difficile tracciare una linea precisa tra la realizzazione di sé
e quella degli altri. Vi sono "diritti in penombra" di fronte
ai quali la società deve arretrare affidandosi alla morale. L'atteggiamento
morale consiste innanzitutto nel farsi carico del proprio desiderio. Se
una donna desidera un figlio nella propria pancia, della propria carne,
del proprio sangue, non può che prenderne atto perché questa
è la sua verità. Il desiderio è però, nella
sua parte inconscia, assoluto e contraddittorio: vuole tutto o niente; subito
o mai più; questo e quello. Non si può pertanto accoglierlo
come una domanda cui fornire immediata risposta. Occorre una fase preliminare
di riflessione e di condivisione. È giusto assecondarlo, ma bisogna
anche farsi carico della propria responsabilità, rispetto a se stessi
e agli altri. {BIBLIOGRAFIA - Il bambino della notte} |
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Quando discuto di fecondazione artificiale, non posso dimenticare che la mia prima figlia l'ho attesa per otto anni. Significa che parlo non solo per competenza professionale ma anche per esperienza. Comunico mettendomi in gioco in prima persona. Rispetto ad altre psicoanaliste, mi sembra di comprendere più a fondo il dramma della sterilità e la richiesta di un figlio "a tutti i costi". Soltanto che, quando si parla di figlio, occorre tener presente anche i suoi diritti, che sono quelli che noi sapremo attribuirgli. |
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