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Il tempo che rimane una volta terminati i doveri inderogabili, come la cura di sé, il mantenimento di buone relazioni familiari e di amicizia, cucinare, insegnare e studiare, si può dire che lo trascorro scrivendo.

{BIOGRAFIA}



Un angolo dello studio di Silvia Vegetti Finzi


Ci sono due tipi di libri: quelli che ho scritto da sola e quelli scritti a quattro mani con Anna Maria Battistin. Per i primi uso il computer, ma solo dopo aver preso molti appunti a mano. Molte idee mi vengono di notte, complici il buio e il silenzio. Un po' d'insonnia consente di usufruire di uno spazio e di un tempo tutti per sé, come non avviene mai di giorno. Di solito scrivo di getto e non correggo mai su video; stampo molte volte e, dopo aver corretto e ricorretto le varie versioni, ottengo quella definitiva. Ristampo anche dieci volte perché solo dalla geometria della pagina si vede se i pensieri sono troppo lunghi o troppo corti, ben collegati oppure sconnessi. L'armonia grafica del testo è importante.

{BIBLIOGRAFIA - A piccoli passi}

   
 
Con Anna Maria Battistin invece ci isoliamo per un periodo in una casa al mare, a Levanto, in Liguria, dove parliamo, discutiamo, ragioniamo e infine registriamo le nostre idee. Anna Maria le trascrive e poi me le passa perché io possa integrarle o suggerire ulteriori approfondimenti. Alla fine è difficile distinguere le opinioni e gli apporti dell'una e dell'altra. Pur essendo molto diverse per temperamento ed esperienze, alla fine ci completiamo a vicenda.

{L'ETÀ INCERTA}